Ieri ho dovuto recuperare una macchina che non voleva partire dopo un brusco black-out.
Prima lezione: non fidatevi degli elettricisti che vengono a rifare gli impianti e che dicono che tutto resterà in piedi. Sono stati in grado di far saltare il circuito di un intero armadio, compresi gruppi di continuità (!?!).
Quando, dopo la caduta della corrente, sono andato a vedere lo stato delle macchine ho trovato una macchina importante che offre il suo servizio a migliaia di utenti che non funzionava. Ho trovato la macchina in kernel panic poco dopo il boot: non riusciva a montare il filesystem di root.
Sulla macchina era stata installata la Fedora 5 e l'intero disk array (in RAID 5) di 220GB era stato assemblato in un volume logico (utilizzando LVM), anche la partizione di root!
Seconda lezione: attenzione a come si installa Fedora 5. Non mi ricordo chi ha installato quella macchina, ma probabilmente l'ha fatto in maniera "bovina", cliccando next, next, next, senza starci a pensare su. Il risultato è che tutto i disco (sia esso singolo o un array) era stato sì formattato con ext3, partizionato come /boot, swap e /root, ma il tutto assemblato in un volume logico.
Devo confessare che era la prima volta che affrontavo il discorso di LVM, avevo visto che era una opzione di Fedora quando l'ho provata una volta, ma non l'avevo mai utilizzata. Non sapevo cosa fare: rapida ricerca su Google e trovo un articolo Recovery of RAID e LVM2 Volumes che spiega come fare il recover di volumi LVM2 su RAID. Perfetto!