La trasmigrazione delle anime

Mercoledì 29 Novembre 2006 18:13 Fabio Ambrosanio
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Ieri sera ci siamo buttati senza paracadute e siamo ancora vivi!

La mattina ci eravamo accorti che una macchina, anzie quella maledetta che mi ha fatto perdere una nottata due settimane fa, buttava un calore infernale dalla mascherina frontale.

La macchina era stata assemblata in casa in un case 2U, 4 dischi SCSI in RAID 5 sul frontale, 2 Xeon da 3.2Ghz, controller  SRCU42L (figo per Linux, vede un solo disco ma via driver gdth posso monitorare lo stato dei singoli dischi!), ma evidentemente la ventilazione interna non era appropriata perché i dischi si stavano fondendo mentre noi avremmo potuto fare le caldarroste.

Non era pensabile di rifare una nuova macchina e spostare il contenuto dei dischi e d'altra parte, dopo una rapida occhiata nel magazzino, era chiaro che non avevamo nemmeno l'hardware buono per farne una copia e magari spostare solo i dischi.

Così abbiamo deciso di cambiare il case: abbiamo trovato un case della Supermicro che faceva al caso nostro, sempre 2U ma con una bella batteria di ventolone tra i dischi e la scheda madre e alimentatore che promettevano un uragano quando fossero state in funzione. Ma nessuno si ricordava quale motherboard fosse stata installata e perciò chissà si adattava al nuovo case. Calata la sera scatta l'operazione: trovato l'armadio adatto (profondità, gruppo di continuità scarico, switch in testa direttamente collegato in fibra ottica al centro stella) spengo la macchina e la metto sul tavolone affianco al case vuoto.

Dopo di che mi è sembrato di far parte di una squadra di meccanici di F1: chi smontava i dischi, chi la motherboard, chi teneva fermi i cavi.

Subito è apparso chiaro che la motherboard era un po' più grande di quella che pensavamo che fosse ma è entrata per un pelino.

I dischi scottavano da far male e che impressione sentire il tavolo caldissimo solo per aver ospitato per qualche minuto i dischi mentre li smontavamo dai cassetti (estraibili) del vecchio case e li mettevamo nei cassetti (estraibili) del nuovo case.

Poi ci siamo accorti che la piattina che porta i segnali power, reset e led dal frontalino sulla motherboard era troppo corto e anche i cavetti di alimentazione di alcune ventole non ci arrivavano. E' ovvio che le motherboard della Supermicro hanno tutti i connettori sul d'avanti.

Allora abbiamo fatto un prolunga al volo (di industriali non ne avevamo) e abbiamo deciso che due ventole bastavano: la prolunga dei segnali è stata fatta con dei fili volanti saldati a dei piedini e fortunatamente avevamo lo schema del connettore, anche se c'erano molti dubbi che funzionasse tutto a dovere.

Quando abbiamo chiuso il case e montato la nuova macchina sull'armadio abbiamo incrociato tutto quello che potevamo incrociare: e, incredibile!, ha funzionato tutto, subito!.

Quella maledetta macchina è nata a nuova vita!
Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 29 Novembre 2006 18:13 )